L’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani (ACCPI) e l’Associazione Direttori Sportivi Professionisti Italiani (ADISPRO) da sempre condividono e sostengono un’azione serrata contro il doping.
Essa peraltro deve muoversi su presupposti di certezza ed equità affinché tutti gli atleti ed i tecnici si sentano parimenti garantiti e tutelati nell’applicazione del diritto. Ogni interpretazione delle regole potenzialmente iniqua e/o confusa dovrebbe essere evitata al fine di non indebolire lo stesso sistema antidoping.
Circa la vicenda riguardante l’atleta Filippo Pozzato i rappresentanti dei corridori e dei direttori sportivi esprimono la loro perplessità nel constatare che ad oggi non si è ancora riusciti a comprendere quale sia la validità del casellario istituito presso la Federazione Ciclistica Italiana (FCI), laddove per il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) esso non costituisce elenco completo e tassativo dei nominativi inibiti. E ciò tanto più se negli archivi della stessa Federazione non risultano più presenti, come si è potuto direttamente constatare, le copie del settimanale “Il Mondo del Ciclismo” relative ai numeri di febbraio/marzo 2002, su cui pare sia stato pubblicato all’epoca il provvedimento di inibizione del dottor Michele Ferrari.