In occasione della Milano – Sanremo l’ACCPI, con l’avallo del CPA, distribuirà a tutti i corridori al via della Classicissima un nastro bianco da apporre al braccio o sotto il sellino per sensibilizzare le istituzioni e il pubblico sul delicato tema della giustizia sportiva, nonché in segno di adesione alle proposte formulate nei giorni scorsi dalle associazioni che rappresentano le squadre (AIGCP), i corridori (CPA) e i medici del ciclismo (AIMEC).
Diciamo tutti sì (e con forza) a una lotta al doping sempre più serrata ed efficace, a patto però che questa non prescinda dal rispetto dei principi fondamentali su cui si fonda l’ordinamento sportivo:
– autonomia e rapidità del giudizio
– trasparenza e certezza delle prove.

Siamo convinti che non applicare tali principi comporti paradossalmente un indebolimento della stessa lotta al doping. Che ciò accada, sono i corridori in primis a non volerlo.

Chiediamo dunque alle Istituzioni di impegnarsi concretamente per ridurre l’arco di tempo che attualmente intercorre dall’apertura della procedura disciplinare al giudizio definitivo (se le analisi, come spesso si dice, sono inconfutabili perché si impiega un anno o più prima che una sentenza le certifichi?).

Domandiamo inoltre maggiore affidabilità e trasparenza nell’utilizzo del “passaporto biologico”. Se è riconosciuto che tale strumento sia efficacissimo per individuare gli atleti che devono essere sottoposti a maggiori controlli antidoping, deve essere indubbiamente perfezionato nei casi in cui lo si utilizzi come prova indiretta di doping. É infatti indispensabile evitare che sorga anche solo il sospetto che si stia punendo un atleta innocente.

A questo proposito, in concreto l’ACCPI propone di:
– inserire nel gruppo di esperti incaricati di valutare i profili ematici dei corridori soggetti direttamente designati dal sindacato dei corridori (CPA) e dall’associazione dei gruppi sportivi (AIGCP)
– conferire al gruppo di esperti così costituito tutti i profili ematici degli 850 corridori sottoposti al passaporto biologico e non soltanto quelli ritenuti anomali in base a una valutazione preliminare dell’UCI.

In gioco c’è la credibilità dell’antidoping, in gioco c’è la credibilità del ciclismo.